“ Luca Signorelli nella Storia dell’arte “ di Carla Michelli

( carmichelli@gmail.com )

Con Luca Signorelli (1450 c.  – 1523 ) si compie con più chiara consapevolezza quello che possiamo chiamare “il problema linguistico”, il trapasso cioè dalla pittura di rappresentazione alla pittura come racconto. L’antitesi tra il sistema formale , assoluto di Piero della Francesca e il metodo fiorentino era in sostanza l’antitesi tra essere e divenire, tra stasi e movimento.

Che valore può avere infatti la conoscenza intellettuale se questa non viene comunicata, insegnata, tradotta in principi pratici, direttivi della vita morale?

Nel momento in cui si compie la grande crisi religiosa e l’avvio della Riforma luterana, la Chiesa ha bisogno di un’arte che non contempli l’assoluto, ma parli e persuada con chiare argomentazioni.

Luca Signorelli era passato attraverso varie esperienze formative, da quelle intorno al 1470 con Piero della Francesca a quelle umbre con il  Perugino, da quelle fiorentine nella bottega del Verrocchio e di Antonio del Pollaiolo, a quelle romane nella decorazione della Cappella Sistina, fino agli aspetti conclusivi della sua arte in terra aretina. Ne nasce una pittura teatrale, che anzi è stata definita coreografica perché anche nelle raffigurazioni più complesse come quella di Orvieto ogni figura si colloca in quel preciso punto dello spazio dove può compiere il suo gesto e ricevere il suo raggio di luce. Durante il Romanticismo fu particolarmente apprezzato dai Puristi e dai Preraffaelliti; seguendo la storiografia del Vasari, che lo definì “ uomo di grande ingegno” una parte della critica lo considerò precursore di Michelangelo, si tratta di un’affermazione piuttosto ambigua che solo la critica moderna ridimensionò, specie dopo la mostra del 1953 del Prof. Scarpellini a Perugia, che negò al Signorelli il ruolo di protagonista dell’arte del ‘400 per aver certamente raccolto diversi spunti dell’arte italiana ma senza arrivare ad una profonda sintesi formale.

.

 

 

Carla Michelli

 carmichelli@gmail.com

 E’ storica dell’arte. Si è laureata in Lettere Moderne con indirizzo artistico con il Prof. Giulio Carlo Argan con una tesi su Antonio Canova e consegue un Dottorato di ricerca su Rubens con il Prof. Van der Vivere a Lovanio ( BE). Ha collaborato con saggi ed articoli su Riviste specializzate in Friuli Venezia Giulia , dove ha curato anche la catalogazione di opere d’arte per conto della Scuola di Restauro e Centro Culturale  di Villa Manin di Passariano ( Udine ), dopo il terremoto del 1976. Lettrice presso le Università di Anversa e di Gand negli anni 1984-1987, Docente di Storia dell’arte presso il  Centro Regionale  di Restauro di Cortona  con il Prof. Carlo Guido negli anni 1988 – 1990. E’ stata prima Addetto culturale e poi Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura a Grenoble in Francia dal 1991 al 1995. Titolare della cattedra di Storia dell’arte presso il Liceo Ginnasio Orazio di Roma, poi Funzionario Direttivo del Ministero dei Beni e le Attività Culturali, responsabile dell’Ufficio Stampa della Galleria nazionale d’arte moderna in Roma.

Ha curato circa quaranta  pubblicazioni, tra cui presso la Galleria nazionale d’arte moderna :

Cultura artistica torinese e politiche nazionali 1920 – 1940”  (2004); “Giuseppe Chiari. Le scelte trasgressive (2006)”; “ I Premi di pittura  Esso: un itinerario attraverso la storia di una raccolta” dicembre 2007 in occasione della mostra “ La Raccolta d’Arte Esso.1949 – 1983”;  A proposito di una tela appartenuta a Vincenzo Nelli e venduta alla Camera apostolica romana” dicembre 2007  pubblicazione a cura dell’Academia Belgica di Roma; “ Le mostre Co.Br.A. in Italia. 1950-1970 “, catalogo della mostra COBRA Electa Editore presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna ( 2011).

Un ultimo saggio nel 2013, pubblicato grazie al contributo dell’Accademia Etrusca di Cortona e della Diocesi di Arezzo, dal titolo “ Frate Elia. La storia di un volto”, il grande architetto della Basilica di San Francesco ad Assisi.