“L' apporto della psicoanalisi alla psichiatria”

Giuseppe Cantarini

 

giuseppe.cantarini.gmail.com

 

La psichiatria di oggi è impensabile senza la dimensione psicanalitica e le correnti si pensiero che ad essa si rifanno in modo più o meno “ortodosso”.

Molti concetti basilari ed angoli visivi proprii della dottrina psicoanalitica sono, dichiaratamente o no, patrimonio comune della cultura psichiatrica odierna.

La dimensione dell' inconscio, l' attenzione verso le sequenze biografiche e le prime esperienze infantili dell' individuo, il ruolo patogenetico dell' angoscia, la sensibilità verso la conflittualità interiore, la tendenza a reinterpretare comportamenti psicopatologici in funzione della storia reale o fantasmatica dell' individuo e infine la consapevolezza del valore rappresentato dal rapporto medico/paziente (transfert e controtransfert) nell' evoluzione di molti disturbi psichici, sono altrettanti aspetti che fanno ormai parte della cultura psichiatrica.

La rivoluzione di Freud non si è limitata però al solo campo medico offrendo nuovi strumenti di cura, ma è entrata, trasformandolo, nel  linguaggio comune, quello della gente, divenendo la terminologia psicoanalitica strumento grezzo e quotidiano di modi di pensare o di dire, al punto che (pericolosamente) “siamo diventati un po' tutti psicanalisti”!.... Anche certi pazienti.

Una rivoluzione infine che nelle alterne vicende che l' hanno caratterizzata – censure, divisioni, ripensamenti e perfino fallimenti – ha saputo incarnare con magnifica profondità la personalità e la vita del suo stesso propugnatore: un' archeologia del banale la cui unica finalità fosse quella di cogliere “i due termini antitetici di un conflitto radicato nell' uomo, legato alla ricerca del passato nel presente, dell' aggressività nella passività, e viceversa.

Senza messaggi morali e con la fede nella forza liberatrice della verità.

 

Dr. Pino Cantarini

 

Psichiatra-Psicoterapeuta Responsabile CSM di Orvieto

giuseppe.cantarini@gmail.com TEL: 380/7358054

 

Dal mese di marzo 1980 lavora nei Servizi Psichiatrici umbri (Perugia, Marsciano, Todi, e Orvieto) e dal 1997 come Responsabile del CSM di Orvieto. Nel corso degli anni  si è occupato in particolare di Riabilitazione Psicosociale, di programmi personalizzati di deistituzionalizzazione, di promozione della rete sociale, di attivazione di attività ispirate dal movimento del “fare assieme” istituendo con altri servizi numerosi gruppi di Auto Mutuo Aiuto, alcune pratiche di  UFE ( Utenti Familiari Esperti), Gruppi Appartamento “leggeri” ed alcune esperienza di IESA (Inserimento Eterofamiliare di Adulti in salute mentale).