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Stranezza Inquietante

 

“Tu! Hypocrite lecteur! – mon semblable, - mon frère!” scriveva Baudelaire nei Fiori del male ripreso anche da Eliot nella sua Terra Desolata, e proprio di lettore vorrei parlare in questo prima articolo di Scrivereali.

Me ne offre l’ocasione ma sarebbe meglio dire me ne ha dato la suggestione un libro uscito nel 2007 ma arrivato pochi giorni fa nella mie mani. Il libro in questione è Stranezza inquietante Plimsoll, mutazioni nel modo di guardare  di Luigi Pastorelli  Lithos editrice. Luigi  Pastorelli è un particolarissimo ingegnere che si occupa di una particolarissima disciplina  legata alla matematica che è La teoria del rischio. Sulla teoria del rischio Pastorelli tiene lezioni alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Fin qui si potrebbe parlare  di un libro come ne vengono pubblicati molti, ma la Stranezza Inquietante che richiede al lettore di essere non tanto hypocrita  ma munito di un computer ma sarebbe meglio chiamarlo lettore di cd-rom. Questo lettore primario tecnologico che si da poi a vedere nel lettore secondario che è il lettore vero e proprio, ovvero noi, che leggiamo con i nostri occhi (ma possiamo leggere anche con il tatto- o forse anche con l’udito l’olfatto o qualunque altro dei nostri sensi?) ben si accorda con lo scambio di punti di vista proposto dall’autore come propedeutico a necessario per una ridefinizione delle nostre esperienze, sia di fruitori d’arte che di semplici viventi. E la prefazione al libro ci guida bene nei suoi intenti e anche la sua copertina ci offre spunti di riflessione:

 “Tale testo (presentato nell'anno 2006 tramite specifici seminari agli allievi della classe di Museografia e di Scenografia dell'Ac­cademia di Belle Arti di Roma) è una applicazione specifica ed innovativa della Teoria matematica della correlazione, sviluppa­ta  dagli autori in uno specifico Modello Numerico denominat Schult'z Hazard Analysis (S.H.A), al settore MUSEALE ed al settore della SCENOGRAFIA.

 Nel seminario denominato STRANEZZA INQUIETANTE si sono evi­denziate le possibili correlazioni fra la metodica S.H.A e il mezzo ci­nematografico, con particolare attenzione alla disamina del punto di convergenza denominato: STRANEZZA INQUIETANTE. Ossia il tema centrale del seminario è il verificare la possibilità di applicazione di tale Teoria del Rischio al fine di analizzare un film sotto il profilo della sua focalizzazione, per scomporlo in inquadra­ture, allo scopo di ricavarNe il punto di convergenza e il suo legame con il concetto di ISOTOPIA. Sono state altresì effettuate riflessioni sulle specifiche problematiche di rischio connesse alla FICTION TE­LEVISIVA nei suoi diversi generi.

 Nel seminario denominato PLIMSOLL MUTAZIONI NEL MODO DI GUARDARE, si sono evidenziate le possibili correlazioni fra la me­todica S.H.A e l'ambito MUSEALE, con particolare attenzione alla disamina del concetto di: SISTEMA COMPLESSO e la sua specifica applicazione all'ambito museale.”

Sono state altresì effettuate riflessioni sulle specifiche problema­tiche di rischio connesse all'applicazione in tale ambito museale del principio di logica: "della porta girevole", quale metodica inno­vativa applicata nelle scelte e techniche di allestimento, al fine di migliorarne la fruizione da parte del visitatore.”

Ad aprire il libro o meglio il cd dentro ci troviamo un libro fatto prevalentemente dalle immagini che mette in relazioni corredate da  note introduttive o di esplicazione sia del metodo che dei significati che dalla sua applicazione ne emergono. Molto curato sia nella webgrafica che nelle immagini proposte, il libro, come facevo notare, è di per sé come oggetto di una stranezza inquietante. A girare fra le mani il mini cd si prova un senso di impotenza di non avere occhi  mani capaci di leggere. Un sentimento analogo di un sapere che non si da a prima vista lo provai di fronte a una libreria completamente formata da libri in russo. Tutto quel sapere sapevo che era contenuto in quei libri posti sugli scaffali ma non mi si dava a conoscere neanche a una sbirciatina.

Ora un cd rom presuppone un doppio lettore rispetto a un normale libro come siamo abituati dalla nascita  della stampa in poi. E’ vero che per poter leggere un libro bisogna conoscerne la lingua, ma per leggere un cd come libro bisognerebbe essere un computer!  Ed è per questo che il libro di Pastorelli mentre mi rende incapace di poterlo leggere mi dà con il suo stesso essere un oggetto, e un oggetto libro, la percezione che non sono una macchina. E se fra i tanti scopi di un libro, c’è quello di rendere l’essere umano più consapevole proprio della sua umanità, ecco che stranamente e in modo inquietante il libro proprio perché non riesco a leggerlo con le mie mani e con i miei occhi immediatamente mi dice e conferma che non sono un lettore macchina. Così quella della ipocrisia del lettore sia in Baudelaire che Eliot ipocrisia di una poesia sempre più immersa nel sistema macchina e sistema produttivo industriale disumanizzato della city trova il suo paradosso: quel libro cd come oggetto fa di me un lettore ancora umano.  

 Vittorio Pavoncello

p.s. avete notato che nella copertina non c’è il nome dell’autore e che si può trovare  solo aprendo la copertina ?!

 

 

 

 

 

 

 
Lithos Editrice s.n.c
www.lithoslibri.it