“La memoria dei soggiorni di Sigmund Freud a Orvieto e l'incontro con gli affreschi del Signorelli” di Angelo Strabioli

 

L'inconscio parla attraverso le immagini e le immagini parlano all'inconscio. Se è vero che Freud ha concepito il nucleo della psicoanalisi qui ad Orvieto, possiamo supporre che le “immagini orvietane” abbiamo avuto una qualche influenza sulla sua psiche e sul suo pensiero. E' possibile che nell'atmosfera del “viaggio”, metafora del percorso analitico, che per il Freud del 1897   era autoanalitico, le percezioni esterne abbiano favorito l'emergere di significativi dati interni. Per questo la mia relazione proporrà, prevalentemente, immagini accompagnate da qualche riflessione e qualche suggestione.  Le immagini riguarderanno ciò che probabilmente Freud ha visto nel suo soggiorno orvietano: vie, vicoli, palazzi, paesaggi, persone di Orvieto fine ottocento. Le riflessioni si concentreranno sul possibile stato d'animo con cui Freud ha affrontato il viaggio in Italia, il suo rapporto con le immagini, l'arte e l'incontro con gli affreschi di Luca Signorelli.

 

 

Angelo Strabioli

è Psicologo Psicoterapeuta e Psicodrammatista analitico, in formazione AIPA.

Attualmente opera nella qualifica di  Psicologo Dirigente Usl Umbria2 al SERT di Orvieto.