“ L’Aldilà in Freud e Jung ”

di Giuseppe Zanda  

( gzanda.lucca@virgilio.it )

Freud, il fondatore della psicoanalisi, nato in una famiglia di ebrei non osservanti, si dichiarò sempre non credente. Formato alla scuola bio-medica positivista del suo tempo, si dedicò allo studio dei meccanismi patogenetici all’origine dei disturbi “nervosi” utilizzando come tecnica di indagine l’analisi dei contenuti e delle dinamiche inconsce dei pazienti.

Coerentemente alla sua impostazione scientifica sperimentale considerò la religione, quindi la credenza nell’immortalità dell’anima, nella vita dopo la morte e nella realtà ultraterrena (l’aldilà) come una nevrosi universale del genere umano.  

Jung, nato e cresciuto in una famiglia religiosa praticante – il padre era pastore protestante e anche due zii paterni e ben sei membri della famiglia della madre avevano abbracciato la carriera religiosa – non professò mai alcuna fede religiosa. Dopo aver aderito convintamente alle teorie freudiane, tanto da essere dichiarato dallo stesso Freud il suo “principe ereditario”, le esperienze familiari e  professionali come psichiatra lo portarono a concepire una struttura della psiche diversa da quella del maestro viennese e a ipotizzare l’esistenza di un inconscio collettivo oltre quello personale.

L’ipotesi dell’esistenza di una realtà inconscia sovrapersonale lo portò a considerare come centrale lo studio psicologico della religione e delle esperienze “spirituali”, direttamente o indirettamente ad essa connesse, come i fenomeni spiritistici e paranormali.

 

 

 

Dr. Giuseppe Zanda

( gzanda.lucca@virgilio.it )

Medico-Chirurgo - Specialista in Psichiatria.

Dal 1970 al 2009 ha svolto servizio nella pratica clinica dei servizi del SSN dove ha rivestito ruoli dirigenziali.

Attualmente opera in pratica privata  come Psichiatra e Psicoterapeuta analitico a Lucca.

E’ Membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana per lo Studio dei Comportamenti di Abuso e Dipendenza (SIPDip), Sezione Speciale della Società Italiana di Psichiatria.

Ha svolto attività clinica e di ricerca in psicopatologia clinica, psicofarmacologia, psicoterapia, epidemiologia psichiatrica, rapporto medicina/psichiatria, organizzazione dei servizi di salute mentale e delle tossicodipendenze comorbilità psichiatrica, disturbi del comportamento alimentare,  gioco d’azzardo patologico, prevenzione delle tossicodipendenze nel mondo del lavoro, trattamento residenziale dei casi con “doppia diagnosi”, assistenza dei tossicodipendenti in carcere.

Autore di più di 150 lavori scientifici è componente della redazione delle riviste “Psicobiettivo”, “Psichiatria e Territorio”, “Psicoanalisi e Metodo”, “Dipendenze patologiche”, “M&C. Medicina e cultura”